{"id":602,"date":"2021-10-06T09:27:22","date_gmt":"2021-10-06T09:27:22","guid":{"rendered":"http:\/\/studiosargenti.eu\/?p=602"},"modified":"2021-10-06T09:44:27","modified_gmt":"2021-10-06T09:44:27","slug":"studio-sulla-frana-di-gobbi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/studiosargenti.eu\/?p=602","title":{"rendered":"STUDIO SULLA FRANA DI GOBBI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">UNIVERSIT\u00c0 DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA, DIPARTIMENTO DI SCIENZE CHIMICHE E GEOLOGICHE, CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE E TECNOLOGIE GEOLOGICHE<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Relatore: Prof. Alessandro Corsini<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Correlatore: Dott. Giovanni Truffelli<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>LAUREANDA: ELISABETTA MAGNANI<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: left;\"><strong>Studio geologico-tecnico e verifiche di stabilit\u00e0 della frana di Gobbi (Comune di Bobbio -Appennino piacentino) ai fini della pianificazione di interventi di consolidamento.<\/strong><\/h1>\n<p>Il presente riassunto dell\u2019elaborato di tesi si concentra sullo studio dell\u2019area circostante la frazione di Gobbi, comune di Bobbio, provincia di Piacenza, dichiarata area a rischio idrogeologico molto elevato PS 267 (Legge 3\/8\/1998, n.267). L\u2019area \u00e8 interessata da diversi corpi di frana attivi e quiescenti che provocano evidenti lesioni agli edifici del paese. Obiettivo della tesi \u00e8 stata l\u2019elaborazione di verifiche di stabilit\u00e0 lungo il versante dove sorge il centro abitato ai fini di una pianificazione di interventi di consolidamento.<\/p>\n<p>L\u2019area di studio si trova a 527 metri sul livello del mare e ricade nel Foglio 179 \u201cPonte dell\u2019Olio\u201d della Carta Geologica d\u2019Italia a scala 1:50.000. Le Formazioni presenti sono principalmente il Flysch di Monte Cassio e le Arenarie di Scabiazza. Il Flysch di Monte Cassio (MCS) \u00e8 una Formazione costituita da alternanze di arenarie fini e medie, di marne e marne calcaree, in facies di flysch. Le Arenarie di Scabiazza (SCB), invece, sono composte da depositi torbiditici pelitico arenacei. La morfologia dell\u2019area \u00e8 caratterizzata dalla presenza di numerosi fenomeni franosi, in particolare frane per scivolamento e colate di terra, attive o quiescenti. Questi fenomeni sono cos\u00ec diffusi a causa delle scadenti caratteristiche geomeccaniche del substrato roccioso flyschoide presente. In particolare l\u2019abitato di Gobbi \u00e8 interessato da un deposito di frana attiva complessa (colata-scivolamento di terra). Dal punto di vista della pericolosit\u00e0 sismica, il comune di Bobbio \u00e8 compreso nella zona 3 a sismicit\u00e0 medio-bassa, dove il valore atteso di ag \u00e8 tra 0.05g e 0.15g, con 10% di probabilit\u00e0 di superamento in 50 anni. Ai fini della valutazione dell\u2019amplificazione sismica locale, il sottosuolo su cui \u00e8 ubicato l\u2019abitato di Gobbi \u00e8 classificabile come di categoria B, con amplificazione topografica T2. In base a tali caratteristiche sono stati calcolati i coefficienti sismici orizzontale e verticale, utilizzati nelle analisi di stabilit\u00e0 del versante.<\/p>\n<p>In prossimit\u00e0 di Gobbi, a partire dal 2000,sono stati effettuati 12 sondaggi geognostici (5 carotaggi continui e 7 perforazioni a distruzione di nucleo), 2 indagini sismiche a rifrazione e 4 indagini geoelettriche. Per quanto riguarda gli strumenti di monitoraggio, sono stati installati 5 inclinometri e 7 piezometri a tubo aperto. Infine, nell\u2019agosto del 2020 \u00e8 stata posizionata una stazione totale per monitorare gli spostamenti della frana. Sulla base dei risultati delle precedenti indagini, e attraverso rilievi di campo, \u00e8 stato definito il modello geologico sito specifico esemplificato da una carta interpretativa dei corpi di frana, da una sezione longitudinale del versante e da due sezioni specifiche riguardanti la parte del pendio che interessa Gobbi. L\u2019analisi dell\u2019area ha portato a suddividere la frana di Gobbi in quelli che sono stati indicati come corpi di frana A, B, C, A1-B1. I corpi di frana A,B,C sono in ordine cronologico relativo, dal pi\u00f9 antico al pi\u00f9 recente, mentre in prossimit\u00e0 del centro abitato di Gobbi, parte del corpo di frana A (indicata con A1) e parte del corpo di frana B (indicate come B1) sono interessate da un fenomeno di scivolamento roto-traslativo. Tale rimobilizzazione, che si esplica con cinematica lenta, pu\u00f2 essere considerata la principale causa dei danni a carico delle abitazioni del paese. Infatti, osservando le abitazioni di Gobbi, si nota che le lesioni principali sono presenti solo negli edifici a sud della cresta che attraversa la frazione, in particolare al di sotto degli orli di scarpata secondari, rappresentati nella carta interpretativa dei corpi di frana.<\/p>\n<figure id=\"attachment_617\" aria-describedby=\"caption-attachment-617\" style=\"width: 709px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-617\" src=\"http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Carta-interpretativa-corpi-di-frana.jpg\" alt=\"\" width=\"709\" height=\"501\" srcset=\"http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Carta-interpretativa-corpi-di-frana.jpg 709w, http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Carta-interpretativa-corpi-di-frana-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 709px) 100vw, 709px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-617\" class=\"wp-caption-text\">Carta interpretativa corpi di frana<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le due sezioni specifiche riguardanti la parte di versante dove \u00e8 ubicato Gobbi, sono state elaborate analizzando i risultati delle indagini geognostiche, geofisiche e del monitoraggio. In particolare, attraverso l\u2019osservazione delle carote provenienti dai sondaggi a carotaggio continuo, \u00e8 stato possibile ricostruire la stratigrafia del sottosuolo; nel contempo sono stati prelevati dei campioni e analizzati con prove di laboratorio per ricavare i parametri geotecnici specifici dei diversi corpi di frana. Con le indagini geofisiche \u00e8 stata individuata la posizione del contatto tra le due formazioni presenti e sono state determinate le geometrie dei dissesti, grazie alla visione di un volume di terreno pi\u00f9 ampio rispetto alla verticale di un sondaggio geognostico. Gli assetti strutturali delle Formazioni sono stati ricavati dai dati di inclinazione e immersione, forniti dalla Carta Geologica dell\u2019Emilia Romagna, risultando localmente a franapoggio per le Arenarie di Scabiazza ed a reggipoggio per il Flysch di Monte Cassio. Il monitoraggio inclinometrico, in particolare con l\u2019inclinometro Gobbi 1I, ha evidenziato una superficie di scivolamento a 7m dal piano campagna, con uno spostamento di 0.8mm in circa un anno, in direzione 160\u00b0 Nord, riconducibile alla superficie di scivolamento del corpo di frana A1-B1. Come si evince dall\u2019entit\u00e0 di spostamento evidenziata dall\u2019inclinometro e dai risultati provenienti dal monitoraggio topografico, la frana \u00e8 in movimento, ma con velocit\u00e0 estremamente bassa. Infine, sulla base dei dati rilevati nella rete di piezometri, la soggiacenza della superficie piezometrica \u00e8 stata posta a -60 cm dal piano campagna nella parte a monte delle sezioni e a -1.5m dal piano campagna nella parte a valle.<\/p>\n<figure id=\"attachment_616\" aria-describedby=\"caption-attachment-616\" style=\"width: 1812px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-616\" src=\"http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-geologica-esplicativa-a-scala-di-versante.jpg\" alt=\"\" width=\"1812\" height=\"759\" srcset=\"http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-geologica-esplicativa-a-scala-di-versante.jpg 1812w, http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-geologica-esplicativa-a-scala-di-versante-300x126.jpg 300w, http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-geologica-esplicativa-a-scala-di-versante-768x322.jpg 768w, http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-geologica-esplicativa-a-scala-di-versante-1536x643.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-616\" class=\"wp-caption-text\">Sezione geologica esplicativa a scala di versante<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_614\" aria-describedby=\"caption-attachment-614\" style=\"width: 1865px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-614\" src=\"http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1865\" height=\"765\" srcset=\"http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-1.jpg 1865w, http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-1-300x123.jpg 300w, http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-1-768x315.jpg 768w, http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-1-1536x630.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-614\" class=\"wp-caption-text\">Sezione 1<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_615\" aria-describedby=\"caption-attachment-615\" style=\"width: 1827px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-615\" src=\"http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1827\" height=\"740\" srcset=\"http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-2.jpg 1827w, http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-2-300x122.jpg 300w, http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-2-768x311.jpg 768w, http:\/\/studiosargenti.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Sezione-2-1536x622.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-615\" class=\"wp-caption-text\">Sezione 2<\/figcaption><\/figure>\n<p>Per quanto monitorato fino ad oggi, la variazione di stagionalit\u00e0 non produce importanti cambiamenti alla superficie piezometrica. I parametri geotecnici dei diversi corpi di frana sono stati ricavati dalle prove di laboratorio. Pi\u00f9 precisamente, sono stati considerati i valori residui dell\u2019angolo di attrito e della coesione, derivati da prove di resistenza al taglio in condizioni drenate e consolidate. Sulla base delle analisi granulometriche il campione proveniente dal corpo di frana \u00e8 classificabile come limo con argilla, sabbioso debolmente ghiaioso. Infine, \u00e8 stato calcolato il peso dell\u2019unit\u00e0 di volume sia in condizioni naturali che sature. La stabilit\u00e0 di un versante \u00e8 considerata come stato limite ultimo, da verificare attraverso l\u2019Approccio di Progettazione 1 Combinazione 2. Secondo le indicazioni delle NTC 2018, la valutazione del coefficiente di sicurezza dei pendii naturali deve essere eseguita impiegando coefficienti di sicurezza parziali unitari sia per i parametri geotecnici che per le azioni, A2=M2=R2=1. Le analisi di stabilit\u00e0 lungo le due sezioni specifiche di sito sono state effettuate in condizioni sismiche, attraverso i metodi di Bishop e Janbu semplificati. I coefficienti di sicurezza sono stati calcolati su 4 superfici di scivolamento diverse: una superficie circolare a coefficiente di sicurezza minimo, individuata dal software e analizzata con il metodo di Bishop (cerchio critico), la superficie B1-B, la superficie B-A e la superficie A-Bedrock. Le ultime tre sono state inserite manualmente nei contatti tra i diversi corpi di frana; successivamente il software ha calcolato il coefficiente di sicurezza con il metodo di Janbu (fully defined).<\/p>\n<p>I risultati hanno prodotto valori dei coefficienti di sicurezza inferiori a uno. La superficie di scivolamento con coefficiente minore (0.82) risulta B1-B, che corrisponde al corpo di frana pi\u00f9 superficiale e attivo (A1-B1). Le verifiche di stabilit\u00e0 sono state ripetute ipotizzando un intervento di consolidamento con drenaggi profondi che produce un esteso cono di depressione in regime stazionario,con conseguente abbattimento del livello della superficie piezometrica e riduzione delle pressioni interstiziali presenti. I coefficienti di sicurezza calcolati con piezometria abbattuta dall\u2019opera drenante mostrano in tutte le superfici un rilevante miglioramento, portando tutti i valori al di sopra dell\u2019unit\u00e0. In particolare il valore di incremento maggiore, del 41%, risulta lungo la superficie B1-B. Ci\u00f2 evidenzia come un tale intervento di drenaggio profondo possa portare ad un sensibile miglioramento delle condizioni di stabilit\u00e0 del pendio e, verosimilmente, ad una riduzione degli spostamenti tale da limitare significativamente i danni a carico degli edifici di Gobbi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNIVERSIT\u00c0 DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA, DIPARTIMENTO DI SCIENZE CHIMICHE E GEOLOGICHE, CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE E TECNOLOGIE GEOLOGICHE Relatore: Prof. Alessandro Corsini Correlatore: Dott. 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